La bella storia di oggi: Sconosciuto paga la cena a una coppia che festeggiava l’anniversario di matrimonio: «Siete una bella famiglia»

 La sorpresa è arrivata al momento di pagare il conto. Che invece era già stato saldato da un perfetto sconosciuto, conquistato dalla bella famigliola friulana che lunedì 10 luglio aveva scelto il risto-pub Befed di Sacile, in provincia di Pordenone, per festeggiare l’anniversario di matrimonio insieme alla figlia piccola. Ed è stata proprio la felicità di vedere «una bella famiglia come quella» la motivazione che ha dato l’uomo - che è risultato essere un cliente abituale e di cui si conosce solo il nome, Renzo - ai gestori del locale, quando è andato alla cassa a pagare. 

«Loro non li avevamo mai visti, ma chi ha pagato il conto lo conosciamo bene - si legge su Fanpage - . È un cliente storico che passa sempre durante la settimana e con cui parliamo spesso, è sempre gentile e carino con tutti». Per quanto inatteso il gesto non ha quindi sorpreso più di tanto quelli del ristorante. «Non ce lo aspettavamo, ma non ci ha sorpresi del tutto - ha ammesso il personale -, l’uomo non ha detto nulla, si è avvicinato alla cassa e ha pagato, spiegando che era contento di vedere una bella famiglia come quella. Loro, giunto il momento del conto, erano increduli, abbastanza emozionati e sorpresi, quasi commossi, soprattutto il marito che voleva a tutti i costi pagare». (da www.corriere.it

Idea forza

Senza chiedere qualcosa in cambio

Riflessione

È bello vedere un gesto di generosità disinteressata, che non cerca un vantaggio proprio se non il bene dell’altro. È qualcosa che riscalda il cuore e ci aiuta a iniziare la settimana con più speranza e fiducia. Perché non proporti, in questa giornata, di compiere un gesto, anche piccolo, di vicinanza e di affetto nei confronti di qualche persone a te vicina, senza chiedere qualcosa in cambio?

Momento di silenzio.

Padre Nostro…

Maria, Madre della Chiesa, prega per noi.

San Giuseppe, prega per noi.

Beato Luigi Caburlotto, prega per noi.

La storia bella di oggi è quella di una ragazza che ha cambiato la storia

Dal Vangelo secondo Luca

 Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 

Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.

Parola chiave
Eccomi!

Riflessione

Come possiamo fare del mondo in cui viviamo un posto più bello? In cosa possiamo poggiare la nostra speranza?

La risposta ce la offre una ragazza di circa 15 anni che circa 2000 anni fa, di fronte a qualcosa di impossibile alla mente umana, ebbe un coraggio e una generosità immensa. Cosa fece? Una cosa molto semplice: rispose “Sì! Eccomi!” a quel Dio di cui si fidava con tutta se stessa! Perché Dio, che rispetta la tua libertà, non potrà fare della tua vita la meraviglia che ha in mente senza il tuo sì generoso. E questo mondo ha bisogno del contributo di ognuno di noi.

Per questo, in un momento di silenzio, prova a chiedere a Dio di avere una fiducia come quella di Maria, per permettere che Gesù nasca nel tuo cuore in questo Natale.

Padre Nostro…

Maria, madre della Chiesa, prega per noi.

San Giuseppe, prega per noi. Beato Luigi Caburlotto, prega per noi.

Oggi lasciamoci ispirare da san Giuseppe, patrono della nostra scuola

Dal Vangelo secondo Matteo

 Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. 

Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Parola chiave

Sognare

Riflessione

 Il sogno è un posto privilegiato per cercare la verità, perché lì non ci difendiamo dalla verità. I sogni vengono, e... E Dio anche parla nei sogni. Non sempre, […] Giuseppe era l’uomo dei sogni, ma non era un sognatore, eh? Non era un fantasioso. Un sognatore è un’altra cosa: è quello che crede… va… sta sull’aria, e non ha i piedi sulla terra. Giuseppe aveva i piedi sulla terra. Ma era aperto.

Non perdere la capacità di sognare il futuro: ognuno di noi. Ognuno di noi: sognare sulla nostra famiglia, sui nostri figli, sui nostri genitori. Guardare come io vorrei che andasse la vita loro. […] Sognare come sognano i giovani, che sono “spudorati” nel sognare, e lì trovano una strada. Non perdere la capacità di sognare, perché sognare è aprire le porte al futuro. Essere fecondi nel futuro.     (Papa Francesco)

Preghiera

Padre Nostro…

Maria, madre della Chiesa, prega per noi.

San Giuseppe, prega per noi.

Beato Luigi Caburlotto, prega per noi.

La notizia bella di oggi… è il Vangelo

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».

Idea forza

Vivere come figli

Riflessione

Non avere voglia di fare qualcosa può accadere a chiunque, e di per sé in questo non c’è niente di male: infatti Dio non ci ha creato come macchine o schiavi, ma come persone libere! Noi cristiani crediamo in un Dio onnipotente, che ha creato i cieli e la terra, e che eppure sceglie di avere un infinito rispetto per la nostra libertà! Perché mai?

La risposta è semplice: Dio ci ama come figli in Cristo. Suoi figli! E chi è un figlio? Il figlio è colui che riceve l’amore del padre e della madre, e che li ama a sua volta non perché costretto, ma con un gesto gratuito, che viene dal cuore.

Quante volte noi invece usiamo bugie o manipolazioni per ottenere vantaggi da chi ci sta accanto? Quante volte facciamo piccoli ricatti perfino nei confronti delle persone che amiamo?

Il nostro cuore desidera amare nella libertà! Chiediamo oggi il dono di un cuore disinteressato, sincero, rispettoso della libertà altrui, e impegniamoci per vivere così!

Padre Nostro…

Maria, Madre della Chiesa, prega per noi.

San Giuseppe, prega per noi.

Beato Luigi Caburlotto, prega per noi.

Percorriamo l’Avvento con un grande santo: Giovanni della Croce!

NOCHE OSCURA   NOTTE OSCURA

En una noche oscura,

con ansias, en amores inflamada,

¡oh dichosa ventura!,

salí sin ser notada,

estando ya mi casa sosegada.

[…]

¡Oh noche que guiaste,

oh noche amable más que el alborada;

 oh noche que juntaste

Amado con amada,

amada en el Amado transformada!

In una notte oscura,

con ansie, in amori infiammata,

- oh! felice ventura! -

uscii, né fui notata,

stando già la mia casa addormentata.

[…]

Notte che mi hai guidato!

O notte amabil più dei primi albori!

O notte che hai congiunto

l'Amato con l'amata,

l'amata nell'Amato trasformata!

Parola chiave
Notte

 Riflessione

I meravigliosi versi che abbiamo letto rappresentano uno degli apici della letteratura spagnola e mondiale!

Siamo nel 1572. Frate Juan viene rinchiuso per mesi in una cella minuscola dai suoi avversari: una prova durissima! Sarà tuttavia nella notte oscura che Giovanni della Croce troverà la Luce più profonda, quella che solo l’Amore di Dio può far scaturire…

Impariamo da questo santo, e chiediamo a Dio il dono di intravedere la Speranza anche dentro le nostre piccole e grandi prove e “notti” interiori. Ogni giorno tante possono essere le zone d’ombra… eppure c’è una Stella che ci conduce a un Bambino che nasce per noi. È Lui, quel Bambino, la Luce che dissipa ogni tenebra.

Padre nostro…

Maria, Madre della chiesa, prega per noi.

San Giuseppe, prega per noi.

San Giovanni della Croce, prega per noi.

Beato Luigi Caburlotto, prega per noi.

 La storia bella di oggi… è la Madonna di Guadalupe

 La mattina del 9 dicembre 1531, mentre sta attraversando la collina del Tepeyàc per raggiungere Città del Messico, un povero contadino di nome Juan Diego è attratto da un canto armonioso di uccelli e dalla visione dolcissima di una Donna che lo chiama per nome con tenerezza. La Signora gli dice di essere “la sempre Vergine Maria, la Madre del verissimo ed unico Dio” e gli ordina di recarsi dal vescovo a riferirgli che desidera le si eriga un tempio ai piedi del colle. Juan Diego corre subito dal vescovo, ma non viene creduto. Il 12 dicembre, passando dallo stesso posto, cerca di evitare la collina per non imbattersi di nuovo nella misteriosa presenza. Ma la Signora è là, davanti a lui, e gli domanda il perché di tanta fretta. Juan Diego si prostra ai suoi piedi e le chiede perdono per non poter compiere l’incarico affidatogli presso il vescovo, a causa della malattia mortale di uno zio.
La Signora lo rassicura, suo zio è già guarito, e lo invita a salire sulla sommità del colle per cogliervi i fiori da portare al vescovo come segno. Juan Diego sale e con grande meraviglia (è inverno e il luogo è sassoso) trova sulla cima del colle dei bellissimi “fiori di Castiglia”. Juan Diego li raccoglie e li porta al cospetto del vescovo: di fronte a lui apre il suo mantello e all’istante sulla tilma, il suo mantello, si imprime, manifesta alla vista di tutti, l’immagine della Madonna. Di fronte a tale prodigio, il vescovo cade in ginocchio, e con lui tutti i presenti. Ancora oggi l’immagine, in perfetto stato dopo quasi 500 anni, viene venerata da milioni di pellegrini da tutto il mondo, a Città del Messico.

Idea forza
Non sono qui Io, tua Madre?

Riflessione

La storia di oggi è bellissima: quante volte ci sembra che la vita ci chieda qualcosa di più grande delle nostre forze? E allora viene l’ansia, la frustrazione, la tristezza. Apriamo oggi il nostro cuore a una madre nel cielo che ci parla, ci tranquillizza e ci dice quello che disse a Juan Diego:

Ascolta e ricordati, figlio mio, che quello che ti spaventa e ti affligge non conta; non si turbi il tuo cuore; non aver paura di questa malattia e di qualsiasi altra malattia o angustia. Non sono qui Io, tua Madre? Non sei forse sotto la mia ombra e protezione? Non sono io la tua salute? Non stai sul mio cuore e fra le mie braccia? Di che cos’altro hai bisogno?

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te…

Maria di Guadalupe, prega per noi.
San Giuseppe, prega per noi.
Beato Luigi Caburlotto, prega per noi.

Oggi una buona notizia… dal Vangelo del giorno

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse: "Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero".

Parola chiave
Riposo

Riflessione

La buona notizia di oggi è che Dio sa benissimo quanto a volte possiamo sentirci stanchi, carichi di impegni e di tensioni. Per questo ci invita a riposare, a trovare ristoro. Ma come fare, visto che a volte torniamo da qualche giorno di vacanza più nervosi di prima?

Oggi Gesù ci consiglia, nei giorni che presto avremo di vacanza, di concentrarci sulle cose essenziali: tornare alle radici di chi siamo, alle motivazioni più profonde dei nostri sforzi e delle nostre decisioni, alle relazioni autentiche con le persone che amiamo, e anche tornare a chiedere con fiducia aiuto a Lui, che conosce perfino meglio di noi gli aneliti più profondi del nostro cuore.

In un momento di silenzio, possiamo contemplare il Cuore di Gesù, per chiedere di partecipare di quell’Amore che rende leggero ogni peso che incontriamo sul nostro cammino.

Preghiera

Padre Nostro…

Maria, madre della Chiesa, prega per noi.

San Giuseppe, prega per noi.

Beato Luigi Caburlotto, prega per noi.

 Domani è la festa di tutti i Santi. Cosa vuol dire per noi?

Cosa festeggeremo allora il primo novembre? Al di là delle origini dei riti pagani di fine ottobre, il nome Halloween, oggi di moda, deriva da “All Hallows’ Eve”, che vuol dire vigilia di tutti i Santi, la festa che la Chiesa colloca il primo novembre. 

Ma chi sono questi Santi? Qual è la loro importanza?

I Santi non sono solamente quelli che stanno sul calendario e sugli altari delle chiese, ma tutte quelle innumerevoli persone, che sarebbe impossibile elencare, che nella loro vita, in ogni epoca, si sono santificate, cioè hanno vissuto l’Amore, quindi hanno trovato Dio e sono già adesso con Lui, in Lui.

Questa è una buona notizia perché vuol dire una cosa ben precisa: tu non sei solo, perché tutti i Santi pregano per te… è come se tu avessi uno stadio enorme pieno di santi che fanno il tifo per te.

Idea forza

Tu non sei mai solo, tu non sei mai sola

Riflessione

Hai mai pensato a chiedere aiuto a un santo? Può essere un santo che ti sta simpatico, o quello di cui porti il nome… proponiti in questi giorni di cercare informazioni su di lui, magari di leggere la sua storia, e magari di pregarlo ogni tanto, di chiedergli aiuto quando ne hai bisogno. Non c’è niente di meglio di avere un santo per amico!

Padre Nostro…

Maria, madre della Chiesa, prega per noi.

San Giuseppe, prega per noi.

Beato Luigi Caburlotto, prega per noi.

Ci prepariamo alla festa di Tutti i Santi conoscendone alcuni: persone come noi, che hanno amato in modo straordinario!

Santi Giovanni de Brébeuf, Isacco e compagni: i Martiri canadesi

 Erano missionari del XVII secolo che donarono la propria vita per annunciare Gesù Cristo alle popolazioni canadesi che non lo conoscevano.
Leggiamo una sintesi della vita del primo tra questi missionari: San Giovanni de Brebéuf.

Nell’immenso territorio Giovanni de Brebéuf si fece notare per dedizione e coraggio. In particolare visse tre anni con la tribù degli uroni, studiandone usi e costumi e scrivendo nella loro lingua un catechismo, importante anche come unica testimonianza di una lingua presto scomparsa. Durante la guerra anglo-francese del 1627-29, padre Brébeuf fu costretto a tornare in patria, ma non appena la colonia venne restituita con un trattato di pace ai francesi ritornò tra i suoi uroni. A questo punto i suoi tenaci tentativi cominciarono a dare dei frutti significativi di conversione. La tribù degli irochesi tuttavia, nemica degli uroni e armata dagli olandesi, ruppe il trattato di pace e diede il via ad una serie di attacchi. In una spedizione del 1649, dopo aver compiuto una strage, gli irochesi presero un gran numero di prigionieri, tra i quali padre Brébeuf, torturato e messo a morte in maniera particolarmente crudele. Egli fa parte del gruppo di gesuiti conosciuti con il nome di martiri canadesi. (da www.santiebeati.it )

Parola chiave
Martirio

Riflessione

La parola martire vuol dire, dal greco, “testimone”. Sebbene di solito la usiamo per indicare chi muore per testimoniare la fede o qualche altro valore fondamentale, se riflettiamo un pochino, ci accorgeremo che anche noi siamo chiamati ad essere martiri... Infatti, anche se probabilmente non ci sarà chiesto il sangue, ogni giorno siamo chiamati a dare la vita per quello in cui crediamo! È questa la nostra missione!

E allora, in un momento di silenzio, puoi chiederti: ma io ho qualcosa per cui dare la vita? Puoi stare sicuro che se custodirai nel cuore quel Qualcosa, ogni tua giornata sarà vissuta con una motivazione nuova!

Padre Nostro…

Maria, madre della Chiesa, prega per noi.

San Giuseppe, prega per noi.

Beato Luigi Caburlotto, prega per noi.

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